Sunday, 15 December 2019 18:10

Il Convegno della Nocciola di Cortemilia: Obiettivo DOP?

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Convegno-Nocciola-Cortemilia

Nuovo Obiettivo per la Nocciola Tonda gentile delle Langhe?

Come annunciato in un nostro precedente articolo, Sabato 7 dicembre il convegno sulla Nocciola a Cortemilia è iniziato con una considerazione (provocazione) da parte del moderatore Tommaso Lo Russo “se la Nocciola Igp del Piemonte, sottozona delle Langhe, è la più buona del mondo perché non pensare di attivare il percorso di una Dop come è stato fatto per l’Aceto Balsamico tradizionale di Modena?”.


Lo Russo, nelle vesti di moderatore, si era documentato leggendo uno studio in tal senso commissionato dal presidente regionale Alberto Cirio all’avvocato Beppe Rossetto. La provocazione non è stata raccolta, forse nemmeno capita, ma pensiamo che ripetere giovi e pertanto la rinnoviamo e chissà che un domani a tale ipotesi non si possa ripensare, sapendo che è una strada lunga e faticosa, ma promettente.


Il primo relatore è stato l’avvocato Roberto Ponzio che, per forza di cose, ha dovuto essere sintetico (e chi vi scrive lo sarà ancor di più), ha toccato i punti più salienti. Una relazione complessa e di altissimo livello che ha fatto il punto sulla Nocciola fino a sfiorare un analogo approccio e raffronto per il Tartufo Bianco d’Alba.


Ponzio ha affermato che, se “Tartufo d’Alba” diventasse esclusivamente il nome volgare del tartufo bianco di qualità “italiano” sarebbe in effetti una grave sconfitta per il nostro territorio.


Secondo la sua opinione, per evitare il rischio di possibili indebite confusioni nel consumatore, forme di concorrenza sleale “legittimate” dalla legge e l’erosione del vero significato geografico del toponimo “d’Alba” bisognerebbe evitare la “volgarizzazione” del nome e perseguire una strada diversa che consenta al nostro territorio (che di fatto è l’unico legittimato a fregiarsi del nome “tartufo d’Alba”) di sviluppare politiche di marketing facendo leva sull’autenticità del prodotto in modo che il nostro tartufo bianco diventi un valore aggiunto.


Sempre Ponzio ha affermato che bisognerebbe lavorare sulla creazione di “marchi collettivi locali” facendo leva sull’autenticità del prodotto così come è stato fatto dal Comune di Santo Stefano Roero che ha recentemente registrato presso il Ministero per lo Sviluppo Economico il marchio TARTUFAIA NATURALE DELLE ROCCHE DEL ROERO proprio per valorizzare il tartufo del suo territorio.


Altro relatore, il presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, con un intervento lungo quanto particolarmente denso di spunti di riflessione sulle aree marginali – tema a lui caro – di radici, di “Communitas” e del significato della condivisione, citando anche quella del priore di Bose, Ugo Bianchi: comunità, intesa come il “cum-munus”, e le modalità del dono non solo come obbligo, e ha aggiunto: “Le Fondazioni donano perché le precedenti gestioni hanno raccolto e risparmiato e ciò permette di poterlo fare ancora”.


Quaglia ha poi citato una frase del compositore boemo Gustav Mahler: “Perché la tradizione non è onorare le ceneri, ma mantenere il fuoco acceso”. Si è poi soffermato sul ruolo dei Corpi intermedi per rendere più coesa la collettività, discorso che è stato riprese anche dal presidente della Fondazione Crc, Giandomenico Genta (accompagnato dal vicepresidente Giuliano Viglione) mentre il discorso del preside Luciano Marengo del Liceo Pinot Gallizio ed il classico Govone è stato incentrato, come quello di Claudia Canonica dell’Istituto Cillario, sulla valenza della scuola e del raccordo con il mondo del lavoro. Ginetto Pellerino ha quindi parlato di un ruolo promozionale della Nocciola.


Conclusioni: si è partiti da un convegno sulla nocciola, ma si è parlato anche di aree marginali e di crisi dei Corpi Intermedi fino ad arrivare ad un paragone e raffronto logico fra situazione della nocciola e il Tartufo Bianco d’Alba sul quale si dovrà lavorare ancora molto, come anche sull’ipotesi di Nocciola Dop!

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